I residui di farmaci veterinari sono un pericolo per il consumatore da più punti di vista. Esiste un danno diretto, poichè i residui possono causare intossicazioni acute o croniche, ma anche indiretto, poichè l'esposizione dei microorganismi del tratto digerente degli animali, dell'uomo e dell'ambiente a dosi rilevanti di antimicrobici può causare la selezione di ceppi resistenti. Tali batteri resistenti possono rendere inefficaci le cure mediche in caso di infezione. L'impiego dei farmaci è d'altra parte inevitabile nei moderni allevamenti industriali, come mezzo per mantenere la salute di animali e per evitare cali della resa zootecnica. I farmaci possono essere somministrati a scopo terapeutico, per varie vie, a scopo auxinico (bassi dosi nei mangimi, come promotori della crescita) ed a scopo anabolizzante (illegale nella Comunità Europea).
21 maggio 2005
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Per il secondo anno consecutivo il servizio Qualità della COOP Italia Scrl ha deciso di adottare i kit immunoenzimatici della Tecna per il controllo dei residui di beta-agonisti e di corticosteroidi.
[continua...]9 maggio 2005
Forse ci sbaglieremo, ma la vicenda boldenone ci pare meritare, a 3 anni circa di distanza dal suo esplodere, questo titolo.
[continua...]9 giugno 2002
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Durante il Simposio internazionale sui residui di farmaci svoltosi ad Anversa dal 3 al 6 giugno scorsi, tutti i dubbi sull'origine del boldenone nei bovini di allevamento sono rimasti. Alcuni tra i più noti esperti olandesi hanno dovuto ammettere che certezze non ve ne sono. Non è a tutt'oggi dimostrato che il boldenone ...
[continua...]15 aprile 2002
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Nello scorso mese di marzo è emersa sui quotidiani nazionali una notizia già circolante da mesi tra gli addetti ai lavori: molti bovini risultano positivi alle analisi per la ricerca del boldenone nel Nord-Italia. Dato che secondo altri paesi europei il boldenone sarebbe uno steroide naturale...
[continua...]25 gennaio 2003
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Il caso boldenone pare destinato a durare a lungo. Gli organi tecnici dell'Unione Europea (Lab. Comunitario di riferimento per i residui di ormoni anabolizzanti) hanno suggerito di controllare la forma alfa nelle urine, che non dovrebbe superare i 2 ppb in animali non trattati. La forma beta, qualora superasse 1 ppb è anche indice di trattamento. Il Piano Nazionale Residui italiano del 2003 ha recepito tali indicazioni. Non si hanno però notizie sull'esito delle sperimentazioni che alcune Università italiane hanno avviato in materia. Mancano materiali di riferimento per le analisi, mentre poco si sa sui metaboliti da ricercare, specialmente per i trattamenti effettuati con i precursori del boldenone.
[continua...]19 aprile 2003
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In una ricerca pubblicata recentemente su Environ. Sci. & Technol. da un gruppo di ricercatori dell’Università di Varese e dell’Istituto Mario Negri si dà notizia che il Po contiene ...
[continua...])
Il 20% del pollame e il 10% delle uova presenti sul mercato inglese conterrebbero, secondo 'Soil Association', la piu' importante organizzazione inglese di agricoltura biologica, tracce di tre antibiotici dannosi per la salute umana: nicarbazina, lasalocid e dimetridazolo.
[continua...]www.aiab.it